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Ala pura con attitudini sia alla fase offensiva che difensiva, fa della costanza, della personalità e della tenacia il suo maggiore punto di forza che le consente di primeggiare in campo, sopperendo anche a non eccelse qualità tecniche.

Cresciuta nella new team Noci, vantando anche un’esperienza nell’Effegi Castellana, è da anni ormai uno dei punti di forza della società del Martina calcio a cinque.

Voce e spazio ad Antonella Intini, classe 1992, la psicologa del gruppo, ambiziosa e determinata a crescere e migliorarsi quanto piu’ possibile, con in mente un obiettivo da raggiungere nel finale di stagione, non meglio dichiarato per ragioni scaramantiche.

Ciao Antonella, una breve descrizione del tuo ruolo in campo, dei tuoi punti di forza e dei limiti da migliorare.

Ciao, mi chiamo Antonella Intini, Il mio ruolo in campo è molto semplice da spiegare: sono un‘ala pura, prima tendenzialmente offensiva; ora, forse, sia offensiva che difensiva.
Il mio maggior punto di forza è la costanza, sia negli allenamenti che nelle prestazioni ufficiali. Dove non arriva la tecnica, lascio che arrivi la tenacia e la costanza. Non mollo facilmente! E si può contare, quasi sempre, su di me.

Ci sono un paio di limiti da migliorare, invece (in realtà, ce ne sono molti altri!): cercare di giocare di più con “la testa alta”, equilibrare i momenti di tensione agonistica per non sfociare nel nervosismo e/o poca lucidità e, soprattutto, concretizzare molto di più difronte alla porta”.

Nonostante una stagione condizionata da infortuni e defezioni varie siete in zona playoff. Come state riuscendo a  compiere questo “miracolo sportivo” ?

Solo due parole: il gruppo e la condizione atletica.
Il gruppo in primis perché, nonostante le difficoltà, ha sempre remato verso un’unica direzione. E quando parlo di gruppo non intendo solo chi è disponibile a scendere in campo, ma soprattutto chi non può farlo per gli infortuni. Ogni ragazza della squadra ha seguito le partite, ha vissuto ogni istante della stagione e ci ha dato la forza in più per proseguire.
In secondo luogo, la condizione atletica. Molto spesso, anche in numero decimato, siamo riuscite a surclassare l’avversario proprio fisicamente e questo ci ha permesso di avere chances in più di vittoria.
Ovviamente, è giusto dare importanza anche al lavoro dei mister e dei dirigenti. Una squadra è formata da tante piccole parti, non solo dai giocatori.

Nella tua carriera sportiva in quali squadre hai militato ?

Ho iniziato la mia avventura nel Futsal con la New Team Noci dei fratelli Roberto, passando, poi per l’Effegi Castellana e approdando, da ormai un po’ di anni, nel Martina del presidente Boccia.

Il ricordo più bello e il più brutto della stagione in corso.

Il ricordo più bello è la vittoria a Lamezia che ci ha permesso di accedere alla Final Four. Purtroppo, il ricordo più spiacevole risale proprio alla Final Four, precisamente alla partita contro il Bisceglie Femminile, dove abbiamo sfoggiato sicuramente la prestazione più brutta e sottotono della stagione.

Quanto il carattere, la testa, la personalità può incidere sulle prestazioni agonistiche?

Moltissimo. E rispondo proprio io che non eccedo nella tecnica. Ho fatto del carattere e della personalità i miei cavalli di battaglia e, finora, mi hanno aiutato notevolmente nella mia carriera sportiva!

Obiettivi personali di fine stagione e in prospettiva da grande.

Vorrei semplicemente terminare la stagione nel migliore dei modi, ma non parlo dell’ultimo obiettivo per questioni scaramantiche!
In futuro, vorrei continuare a crescere e togliermi qualche altra soddisfazione, ricercando nuovi stimoli e cercando di apprendere il più possibile da chi mi starà intorno.

 

 

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