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Tommaso Becagli, presidente della Florentia

Basta parlare pochi minuti con lui per capire che si tratta di una persona ottimista e sicura di sé. Talmente sicura che inevitabilmente porta chi lo ascolta a credergli ciecamente. Anche perché i fatti parlano per lui. E d’altronde, per uno che fa l’imprenditore credere in quello che si fa è fondamentale. Tommaso Becagli è l’uomo nuovo che guida la società nuova nel panorama del calcio femminile italiano, la Florentia. Le biancorosse, dall’anno della loro creazione, il 2015, non si sono mai fermate, conquistando promozioni a ripetizione. E ora si apprestano a giocare il playoff che vale una storica promozione in Serie A.

Come nasce la passione

Prima però di affrontare i temi recenti, inevitabilmente chiediamo a Becagli come sia nata l’idea di costruire da zero una società di calcio femminile: “Quando mi fanno questa domanda mi piace citare un aneddoto. Assistevo alla mia prima partita di calcio femminile quando vidi una scena che mi rimarrà per sempre impressa e che mi convinse che questo è un mondo che racchiude in sé ancora i valori veri di questo sport. Una passione senza freni, senza interessi economici, senza stipendi faraonici. Fu in quel momento che decisi di intraprendere questo percorso, perché volevo vivere ancora queste sensazioni, quelle che provavo da ragazzino quando giocavo”. La scena, raccontata sul sito ufficiale della società, è formata da una calciatrice che ferita al volto e sanguinante scalpita per rientrare in campo per aiutare le compagne.

E quindi inizia una storia bellissima: “Sì, abbiamo preso ragazze dal Firenze – dopo la nascita della Fiorentina che prese il posto dell’ACF Firenze – e da altre società che unendosi avevano dovuto rinunciare a qualche giocatrice. Si è iniziato così, eravamo in 17 ragazze. In società c’erano tanti genitori e altre persone di cui in pochi avevano avuto esperienze nel mondo del calcio, ma quello che ci rendeva diversi – e probabilmente vincenti, viene da dire – era il clima amichevole e l’unione di intenti. L’atmosfera era fantastica, ma lo è tuttora naturalmente”. Anche se adesso le prospettive sono decisamente diverse: “Bé, non so sinceramente se nella storia del calcio femminile ci sono state società che da neo-create arrivano subito ai massimi livelli vincendo tutti i campionati. Però penso che stiamo costruendo qualcosa di davvero importante. Devo dire che non ci siamo mai nascosti, abbiamo sempre detto che il nostro obiettivo è quello, la Serie A. Ma non la Serie A tanto per arrivarci una stagione e poi retrocedere”

La prova che Becagli e la Florentia fanno sul serio è data dal fatto che quest’estate sono arrivate in Serie B giocatrici che non avrebbero avuto difficoltà a trovare spazio in massima serie, come Tona, Rodella, Vicchiarello. Un lusso vero per la categoria, e che insieme ad un ottimo gruppo guidato da mister Ilic Lelli, sta cannibalizzando il girone A con 21 vittorie su 24 partite (e nessuna sconfitta).

Davide contro Golia?

La domanda a questo punto sorge spontanea: pur con tutto l’ottimismo del mondo, dopo aver fatto i debiti scongiuri riguardo al finale di questa stagione, in che modo Becagli pensa di poter muovere guerra alle corazzate professionistiche? “La Florentia non è l’Inter, la Juventus o il Sassuolo. E’ una realtà che si basa solo sul femminile, come il Brescia. E se non sbaglio il Brescia dopo aver rivoluzionato la squadra ed essere ripartito da zero si trova a tre punti dalla Juventus che tutti all’inizio avevano dato come sicura vincitrice del campionato. Nessuno avrebbe scommesso sul Brescia, che invece è lì. Perché le idee e la passione possono sopperire ad una differenza di impatto economico. Ci vuole tanta sensibilità nel gestire una società di calcio femminile, me ne sono reso conto in questi anni. E per quanto riguarda l’aspetto economico – prosegue – sarà necessario nel prossimo futuro creare un sistema che dia modo a tutti di autoalimentarsi attraverso un indotto esterno, perché se si pensa di creare un sistema basato solo su chi può mettere budget a fondo perduto, allora non si va lontano

A questo proposito vale la pena chiedere al presidente cosa ne pensa dell’azione di FIGC e LND in questi ultimi anni nei confronti del calcio femminile: “Credo che la riforma dei campionati sia utile per creare due realtà – Serie A e B – di livello importante. Anche la cadetteria, che sarà un campionato nazionale, assumerà una connotazione decisamente diversa rispetto a quella attuale. Probabilmente qualche società non riuscirà a tenere il passo, però penso che sia un processo naturale per cercare di dare maggiore competitività al sistema, attraendo anche lì società professionistiche maschili”.

Si pensa già al futuro. Con ottimismo, naturalmente

Veniamo a oggi: ultime settimane di campionato, poi sarà playoff. Una sfida senza appello per entrare nella storia. Ma rimanendo fedeli alla linea tracciata ad inizio intervista, confidiamo nell’ottimismo di Becagli per chiedergli se ha già cominciato a sondare il terreno in vista della prossima stagione: “Lo spareggio è una spada di Damocle che ci limita molto, perché molte ragazze vorrebbero avere certezze prima dell’estate ed è comprensibile questo. Però posso dire che stiamo contattando ragazze molto importanti, perché non vogliamo fare un campionato per non retrocedere. L’ho sempre detto, puntiamo in alto. Da subito“.

E il segreto per rimanere sempre sulla breccia? “Il segreto è cambiare, non rimanere mai fermi, non sedersi sugli allori e innovarsi sempre. Quello che però non va mai cambiato è la testa e il cuore di questa squadra e di questa società, perché sanno cos’è la Florentia. Finché ci si crede, finché si è consapevoli di questo, allora faremo grandi cose. Non dobbiamo cambiare l’essenza di quello che si è costruito, dobbiamo lavorare a testa bassa giorno per giorno ricordandoci sempre da dove siamo venuti”.

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