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E’ una delle veterane del gruppo guidato da Federico Mazzola: Chiara Pedemonti, al quarto anno in Primavera, è reduce da una brutta distorsione alla caviglia rimediata nello sfortunato pareggio col Tabiago di inizio anno che l’ha tenuta fuori per un mese. Ora è sulla via del completo recupero ed è pronta a riprendersi il suo posto sulla fascia destra per aiutare le sue compagne a chiudere il campionato con il sospirato traguardo

Chiara, intanto come stai
Sto meglio, dai. Per fortuna non c’è stato niente di rotto. La riabilitazione mi ha aiutata tanto. Non sono ancora al 100% ma sono sulla buona strada per essere al top in breve tempo

Andiamo indietro con la memoria: a che età hai iniziato?
Avevo sette anni, e giocavo con i maschietti. Con me c’era anche Laura (Ghisi, ora componente fissa della prima squadra, ndr), veniamo dallo stesso paese. Fino ai 13 anni ho giocato con i maschi, poi mi hanno detto che non potevo farlo più. A quel punto sono passata al Brescia, con le Esordienti. E’ stato un salto enorme

Come ti sei trovata?
Benissimo, perché ho trovato un’intesa in campo che con i ragazzi non potevo avere, anche perché magari mi passavano poco il pallone. Invece qui a Brescia ho trovato subito un’atmosfera incredibile e tante ragazze bravissime che mi hanno fatto sentire a casa

La passione per il calcio l’hai sempre avuta dentro di te?
Devo dire di sì, perché da piccola quando tornavo a casa da scuola mi mettevo sempre sul balcone a prendere a calci il pallone, poi i miei insegnanti delle elementari hanno consigliato ai miei genitori di farmi fare uno sport di movimento per farmi stancare perché ero davvero irrequieta!

E adesso ti sei un po’ calmata a forza di correre?
No! (Ride, ndr)

I tuoi genitori come hanno preso il consiglio degli insegnanti?
Erano contentissimi, perché mamma ha giocato a calcio da giovane, e anche papà. Lui ha fatto anche i provini all’Atalanta ma ha dovuto desistere per due interventi alle ginocchia. Quindi mi hanno sempre sostenuta con entusiasmo

Torniamo ai giorni nostri: inutile che ti chieda (come ho fatto con le tue compagne) quanto sarebbe importante finalmente portarlo fino in fondo il primo posto
Non c’è dubbio, quest’anno credo che ci siano le condizioni adatte. Abbiamo tutte la testa e ci crediamo fino in fondo. Manca un pizzico di cattiveria e concretezza nelle partite che sulla carta sembrano più semplici

Come quella che vi aspetta domenica contro la 3Team
Esattamente, è una partita da non fallire. Prendo in prestito le parole di un mio vecchio allenatore che ci diceva che tutte le partite sono come una finale, indipendentemente dall’avversaria

Non è stata una stagione facile per te dal punto di vista fisico
No, decisamente. E’ iniziata in ritardo per via del recupero dall’intervento al ginocchio, quindi le prime partite non ero sicuramente in buona condizione. Col passare delle settimane però ho acquistato sicurezza e atleticità. In generale mi sembra di aver fatto il meglio possibile. Certo, non ci voleva proprio questo ennesimo infortunio che mi ha tolto più di un mese di partite e allenamenti, però sono fiduciosa per il finale di stagione

Ultima domanda: cosa vede Chiara nel suo prossimo futuro?
Questo è l’anno della mia maturità, sto frequentando il quinto tecnico industriale indirizzo biotecnologie. Il mio obiettivo è iscrivermi a fisioterapia.

E il calcio?
Eh, un grande punto interrogativo. Questo sarà il mio ultimo anno nella Primavera perché poi sarò fuori età. Vedremo, anche in relazione agli impegni universitari. Ovvio che mi piacerebbe continuare a giocare