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Sara Ghio, portiere della Primavera del Brescia Calcio Femminile
Sara Ghio, portiere della Primavera del Brescia Calcio Femminile

Per fare, o meglio, per essere un portiere non devi avere tutte le rotelle a posto. Serve un coraggio particolare, una personalità fuori dal comune. E per sua stessa ammissione, Sara Ghio, estremo difensore della Primavera del Brescia Calcio Femminile, di personalità ne ha da vendere. L’abbiamo intervistata nella settimana che porta all’ultima gara del campionato. Una gara che, se tutto andrà come previsto, sarà solamente l’antipasto dello spareggio che decreterà chi, tra le Leonessine e l’Inter vincerà il campionato.

Manca poco alla sfida contro il Milan: quali sono le sensazioni all’interno dello spogliatoio?
C’è tensione, una tensione positiva però. Sentiamo tutte l’importanza di questa partita, perché per la prima volta dopo diversi anni siamo arrivate all’ultima giornata senza avere l’Inter davanti.

Avete giocato un campionato straordinario, con pochissimi passi falsi: è più la soddisfazione per essere riuscite ad arrivare fino in fondo in testa o il rammarico per non essere riuscite a staccare l’Inter?
Direi un po’ entrambe le cose. Storicamente l’Inter è riuscita a vincere i campionati per via della loro maggior continuità con le squadre sulla carta inferiori, mentre noi negli anni passati abbiamo spesso perso punti in gare dove non avremmo dovuto. Quest’anno non è successo praticamente mai e dobbiamo essere orgogliose di quello che abbiamo fatto. Manca un piccolo sforzo per coronare un grande sogno

E l’idea dello spareggio ti piace? Confalonieri, la scorsa settimana, ha detto che secondo lei sarebbe l’epilogo più giusto per una stagione che ha vissuto un grande testa a testa fra voi e le nerazzurre
Sì, sono d’accordo

Torniamo un po’ indietro con la memoria: quando hai iniziato a giocare a calcio?
Praticamente da subito ho esternato questo desiderio, ma i miei genitori hanno provato in tutti i modi a dissuadermi, facendomi provare tutti gli sport possibili. In quarta elementare li avevo provati tutti! Quindi si sono “rassegnati” e mi hanno lasciato provare

Hai iniziato da subito in porta?
No, il primo anno giocavo fuori, ma ho sempre voluto giocare tra i pali. Poi è capitato che in una partita dove il nostro portiere era infortunato sono dovuta entrare in porta..e da quel momento non sono più uscita

E’ un ruolo particolare il portiere, bisogna essere un po’ matti. Si è da soli, e ogni errore costa carissimo
Sì lo so, ma io sono egocentrica! Mi piace essere quella diversa, avere la maglia di un colore differente dalle altre. E mi piace la responsabilità

Dal punto di vista tecnico, quali sono i tuoi punti di forza?
L’esplosività sui tiri alti. Mi piace tuffarmi sui tiri difficili, angolati

Punti deboli?
Diciamo il gioco coi piedi, anche se negli ultimi tempi sono migliorata molto. Anche grazie al calcetto a scuola, dove gioco fuori dalla porta, così mi alleno!

Punti di riferimento nel ruolo?
Sembrerà scontato, però Buffon. Mio papà è juventino, quindi ho visto un sacco di sue partite, e mi concentravo esclusivamente su di lui. Per quanto riguarda il calcio femminile ho imparato molto da Marchitelli, che ritengo un vero esempio, e ammiro tantissimo Camelia – Ceasar, ndr – perché in lei vedo proprio scorrere “il portiere” nelle vene

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