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Andiamo alla scoperta del difensore della Primavera ormai in pianta stabile in Prima Squadra

A Passirano, nel cuore della Franciacorta, ha iniziato a dare i primi calci a quella sfera di cuoio che oggi le sta regalando tante soddisfazioni: Paola Boglioni, difensore della Primavera e ormai in pianta stabile anche in Prima Squadra, si è raccontata per noi.

Come tutte le tue compagne, hai iniziato a tirare i primi calci nella tua piccola realtà insieme ai maschietti. Poi?
Poi dopo un anno di calcio a 7 a Passirano con gli amici ho partecipato ad una giornata a porte aperte organizzata dal Brescia e mi hanno dato la possibilità di cominciare ad allenarmi con le Pulcine. Sono passati otto anni da quel giorno

Dev’essere stato un salto importante
Decisamente, soprattutto perché condividevo la gioia di giocare a calcio con altre bambine come me, mentre fino a quel momento giocare con i bambini era un problema perché spesso venivo derisa e presa in giro. Indossare questa maglia mi ha dato la possibilità di crescere al meglio e con dei valori importanti

Sei un difensore…?
Di fascia sinistra, rigorosamente. Anche se all’inizio ho giocato anche da centrale, ma avendo molta corsa prediligo giocare come esterno. Mister Piovani – l’allenatore della Prima Squadra, ndr – mi sta provando come laterale a tutto campo nel 3-5-2 o come esterna nella difesa a 3

Parliamo un po’ della Primavera. L’ho chiesto a tutte le tue compagne finora quindi potrebbe risultare scontata la domanda: può essere l’anno buono questo?
Può essere sicuramente un anno importante perché la squadra sta crescendo, anche se a volte non riusciamo a mettere in campo tutto quello di cui siamo capaci. Abbiamo alcuni scogli importanti da qui alla fine della stagione come Mozzanica, Real Meda e Fiammamonza, però non dobbiamo commettere l’errore di sottovalutare alcun impegno, perché tutte le settimane troveremo una squadra che vorrà farci lo sgambetto

Un errore come quello di inizio 2018 col Tabiago: è cambiata lì la vostra stagione?
Premetto che non c’ero perché ero in trasferta con la Nazionale, però ho sentito il mister e le compagne dopo la partita e ovviamente la prima domanda è stata: “Come è stato possibile?”. Chiaramente c’è stata una sottovalutazione dell’impegno, però posso dire che da quella partita in poi ho visto un miglioramento, un passo in avanti evidente da parte di molte mie compagne sotto il punto di vista dell’attenzione e dell’impegno. E questo ho avuto modo di dirglielo in qualche occasione

Mi sembra di capire che sei una che si fa sentire nello spogliatoio
Non proprio, perché vivendo ormai tutta la settimana con la Prima Squadra e solo il giorno della partita e a volte il venerdì con la Primavera non ho molte occasioni per confrontarmi in quell’ambito con le mie compagne. Però mi capita di parlarci ovviamente, e posso dire che quello che sto acquisendo, insieme ad altre mie compagne, sotto tutti i punti di vista con la Prima Squadra, mi sento in dovere di condividerlo con le altre e lo vedo come un modo per spronare le altre, in senso positivo. Il mio obiettivo è quello di riuscire a portare il livello della nostra formazione sempre più vicino a quello della Prima Squadra e della Nazionale

Esordio col Brescia, esordio in Nazionale…quale il ricordo più bello?
Nel Brescia ho fatto il mio esordio con Bertolini in panchina l’anno scorso. Mi fece entrare nel mio ruolo dandomi così ancora più coraggio e fiducia. Poi avere vicino due giocatrici fantastiche come Gama e D’Adda è stato davvero incredibile. Mi hanno trasmesso allo stesso tempo grinta e serenità. Per quanto riguarda la Nazionale, l’esordio che reputo più importante è stato quello con l’Under 16. Giocammo il Torneo delle Nazioni ed ebbi la possibilità di confrontarmi con realtà come Germania, Spagna, Stati Uniti. Squadre fortissime che mi hanno resa davvero orgogliosa di indossare la maglia della Nazionale. Credo che emozione più grande non ce ne sia: entrare in campo, ascoltare l’inno…roba da brividi

Fai parte ormai a pieno titolo dell’organico della Prima Squadra: a quale giocatrice ti ispiri di più?
Valentina Bergamaschi per me è un grande esempio. Gioco nel suo stesso ruolo, da lei ho imparato molto chiedendole tanti consigli. Ha un carattere meraviglioso: solare, disponibile, sempre sorridente. Le auguro davvero di tornare in campo il prima possibile

Il calcio la tua vita, ma c’è ancora la scuola
Sì, ho cominciato lo scientifico poi però gli impegni sempre più importanti anche con le Nazionali hanno portato me e la mia famiglia a fare un passo importante spostandomi in un istituto paritario. Do molta attenzione allo studio e mi arrabbio se non riesco ad avere un buon profitto. E’ stata una scelta coraggiosa, ma ritengo quella giusta

A proposito di famiglia: mi stavo dimenticando di chiederti come l’hanno presa mamma e papà quando hai detto loro di voler giocare a calcio
Ricordo ancora la scena: stavo guardando una partita e dissi a mamma: “Mamma, voglio andare a giocare a calcio”. Sono sempre stati d’accordo, magari mia madre all’inizio era un po’ titubante, ma mi hanno sempre appoggiata. Papà è un gran tifoso e viene sempre a vedermi giocare

Correggimi se sbaglio, ma da quello che dici mi sembra di capire che il calcio sarà una pagina importante del tuo futuro
Assolutamente. Qui a Brescia sto crescendo tantissimo e ho l’opportunità di allenarmi con ragazze fantastiche che stanno facendo la storia di questo sport. La mia intenzione è quella di continuare ad inseguire questo sogno