SHARE

A pochi giorni dal grande evento della Final Four di Coppa Italia, il Presidente del Martina Guglielmo Boccia ci tiene a ringraziare tutti i componenti della sua squadra per quanto fatto finora, e traccia un primo bilancio della stagione in corso.

Buongiorno Guglielmo, siamo alle soglie del grande evento della Final Four di Coppa Italia: cosa ti aspetti da questa competizione?

“Siamo arrivati alla Final Four meritandoci di partecipare a questa competizione importante, che per noi costituisce il giusto premio a un percorso iniziato ad agosto, durante la preparazione di inizio stagione, e durata per tutti questi mesi, dove abbiamo fatto benissimo nel girone d’andata meritando, la qualificazione grazie ad una gara perfetta fa contro il Lamezia Terme e vinta per 2-0. Per quanto riguarda le aspettative, non siamo la favorita tra le quattro che partecipano alla Final Four, per cui non avremo l’assillo di far il risultato a tutti i costi, ma saranno gli altri che avranno questa necessità, perché sono squadre maggiormente attrezzate rispetto alla mia”.

Il sorteggio ha deciso che sarà il Bisceglie il primo avversario da battere: che gara ti aspetti?

“Sulla corta il Bisceglie è più attrezzata e ha una rosa molto più ampia rispetto alla nostra. Ha delle straniere e quindi è un ottimo organico, sta disputando un ottimo campionato ed è allenata da una persona che capisce e conosce bene quelli che sono le dinamiche del calcio a 5. Noi andremo in campo dando il massimo, come abbiamo sempre fatto e come faremo sempre per tutte le gare che ci aspettano fino a fine stagione, con la consapevolezza che non abbiamo nulla da perdere, ma soltanto da guadagnare con questo incontro. È una partita secca dove tutto può succedere: non partiamo battuti anche se sappiamo di non essere i favoriti dell’incontro, ma ripeto, ce la metteremo tutta, daremo il massimo e in una partita secca tutto può accadere”.

Benissimo in coppa, non altrettanto in campionato: a cosa è dovuto questo Martina double face?

“I risultati altalenanti tra campionato e Coppa Italia, li leggo soltanto in una certa direzione. Avendo una rosa molto ridotta e caratterizzata da alcuni infortuni importanti, non abbiamo la possibilità di far ruotare tutte durante il campionato, ed è quindi normale che altaleniamo prestazioni con vittorie e prestazioni in chiaro scuro; invece in partite secche le mie calciatrici, le mie ragazze, entrano in campo in maniera concentrata, sapendo di dar tutto in quella partita. Ecco perché la doppia lettura partita di Coppa Italia e partite di Campionato. Nel campionato purtroppo dobbiamo fare i conti con squalificate, infortuni e acciacchi, mentre nella partita secca di Coppa Italia questo discorso non viene considerato perché le ragazze sanno di dare tutto e per tutto in quella gara secca”.

Quali sono gli aspetti da migliorare per chiudere la stagione nel migliore dei modi?

“Per chiudere al meglio la stagione dobbiamo incominciare a far altri punti e cercare di rimanere nella zona play off, per toglierci qualche altra soddisfazione, e nel contempo di ben figurare nella Final Four a Bari che si disputerà venerdì alle ore 14.00 contro il Bisceglie”.

Fanizzi e De Filippis, due grandi tecnici affiancati da un ottimo staff.  Cosa mi dici di loro e di tutti i ragazzi che lavorano per il Martina calcio a 5 femminile?

“Voglio far i complimenti non soltanto a mister Cristian Fanizzi e mister Gianvito De Filippis, ma un ringraziamento va a tutto lo staff tecnico dove abbiamo un preparatore atletico, Mauro Gada, una fisioterapista, Rosella, e altri tre ragazzi che danno una mano allo staff tecnico. Certamente Cristian e Gianvito, oltre ad essere amici fuori dal campo, sono due tecnici preparati, sanno gestire benissimo il gruppo e sanno gestire l’emergenza che ci sta caratterizzando in questi ultimi mesi. Un’emergenza dovuta ovviamente a quello che ho detto precedentemente, ovvero, alle infortunate croniche e ad alcune ragazze con acciacchi particolari. Tieni presente che nelle ultime settimane ho chiesto e ottenuto dallo staff tecnico, che tutte le ragazze avessero un programma personalizzato proprio per arrivare al massimo per la fase finale di Coppa Italia che si disputerà a Bari. Pertanto, voglio dare il mio personale GRAZIE a Cristian per quello che ha fatto e che sta facendo, perché so che si sente in continuazione, oltre che con me, con le ragazze e con Gianvito. Anche a lui voglio trasmettere il mio personale GRAZIE per quello che sta facendo. Ha preso in mano le redini della squadra con buoni risultati e devo dire che ci è stata una grande intelligenza da parte delle calciatrici che si sono messe subito a disposizione anche di Gianvito. Pertanto, laddove prevale il buono senso e dove prevale l’intelligenza e il rispetto dei ruoli, le parole lasciano il tempo che trovano perché ripeto stanno lavorando in maniera molto assidua con Gianvito De Filippis e Cristian Fanizzi”.

Un grande staff ma anche e soprattutto un grande parco calciatrici su cui spicca capitan Pugliese, che in campo e fuori trascina le sue compagne soprattutto nei momenti più difficili. Cosa mi dici su di lei e sul resto del gruppo?

“A parte lo staff tecnico voglio ringraziare anche i dirigenti. I dirigenti a partire dal Direttore Sportivo, quindi, Stefano Laterza, a Mario Mastronardo, a Lino Cassano, insomma a tutti i dirigenti che in maniera silenziosa fanno il proprio dovere e contribuiscono anche alle vittorie di questa squadra e a portare a termine questo campionato. Ovviamente un pensiero va alle mie calciatrici, che sono state in grado di sopperire alle varie assenze, senza mai far sentire la mancanza delle compagne, comportandosi sempre in maniera esemplare. A me non piace parlare dei meriti delle singole calciatrici, però un discorso a parte va fatto al capitano Isabel Pugliese, che quest’anno, forse, sta disputando uno dei suoi migliori campionati, da almeno da quando io sono il suo Presidente, dove ha preso per mano la squadra nei momenti critici e l’ha portata alla vittoria. È una calciatrice, che oltre ad essere il capitano, e a giusta ragione della mia squadra, è anche un capitano che sa gestire il gruppo all’interno dello spogliatoio. Ripeto forse sta disputando il suo miglior campionato sotto la mia gestione, ma mi sembra anche doveroso dire GRAZIE al resto delle calciatrici, ai portieri, alle calciatrici di movimento ognuna, nonostante le difficoltà, quando scende in campo sia per pochi secondi, o per tanti minuti o per tutta la gara dà il massimo contribuendo a quelle che sono le emozioni, le soddisfazioni della mia squadra”.

Facciamo una panoramica sul calcio a 5: il calcio a 11 femminile ha svoltato grazie all’ingresso dei club maschili quali Juventus, Fiorentina e Sassuolo, a cui si aggiungeranno a breve Roma, Milan e Inter. Cosa serve al mondo del calcio a 5 femminile per svoltare definitivamente?

“Dovresti girare ai vertici del Calcio a 5 Femminile, al Presidente Montemurro e anche al suo direttivo. Magari, anche nel calcio a 5 si seguissero le orme del calcio a 11. Cioè integrare il calcio femminile nei grandi club. Però questa è una rivoluzione che deve partire dall’alto e non certamente dal basso. Quindi, dai vertici della Divisione, tenendo presente che per far queste rivoluzioni i vertici dovrebbero ascoltare anche la base, cioè le singole società. Soprattutto, chi come ad esempio la mia, che sono 15 anni che sono il Presidente di questa squadra, conosce benissimo quelli che sono le dinamiche, le difficoltà, conosce il territorio, conosce i possibili vantaggi che potrebbe creare una sinergia fatta con grandi società, con grandi nomi. Quindi conosce perfettamente quali sono le potenzialità del territorio. Tieni presente che se un cambiamento lo si vuole fare all’interno del calcio a 5 io suggerirei alla Divisione, al suo Presidente, al Vice, al direttivo. di incominciare ad evitare di far cassa a tutti gli effetti, iscrivendo tutte le società, se poi le stesse non riescono ad iniziare o a terminarlo e a verificare, innanzitutto, i campi di calcio. I campi di gioco, perché noi, almeno nel Girone D, andiamo in alcune società, su alcuni campi che sembrano essere di misure pari a quelli del Basket o del Tennis, mentre noi andiamo a disputare gare di calcio a 5. Quindi, vanno a mortificare quello che è il lavoro di una settimana, i sacrifici delle ragazze, dei tecnici e anche delle società che investono del denaro per delle trasferte. Allora, io direi di puntare sulla qualità e solidità delle società e non necessariamente di far cassa a tutti i costi, pur di far statistica col numero d’iscrizione se poi durante il campionato e abbiamo degli esempi lampanti, alcune società che spariscono o si ritirano per motivi che ovviamente, non entro nel merito perché non conosco. Conosco soltanto quello che leggo sui giornali o sui siti web, pertanto sarebbe necessario un’analisi approfondita che deve partire dai vertici, ma anche ascoltando la base”.