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Arezzo Calcio Femminile
Arezzo Calcio Femminile: Chiara Tavanti festeggia con le sue ragazze

Nell’ambito della riforma dei campionati femminili che produrrà un assetto totalmente nuovo a partire dalla prossima stagione 2018/2019, uno degli elementi di maggior interesse sarà rappresentato dalla nuova Serie B a girone unico. Si torna al periodo della A2, campionato caratterizzato dalla forte competitività  e in cui conseguirono la promozione squadre del calibro di Firenze e Res Roma, che ancora oggi fanno parte della Serie A (le Viola assorbite dalla Fiorentina, le giallorosse in dirittura d’arrivo per definire l’accordo con la AS Roma).

Raggiungere questo obiettivo non è stato, però, semplice: la stagione di Serie B appena conclusa è stata particolarmente ardua e ha visto due sole squadre (oltre alla vincitrice del girone) ottenere la salvezza e l’accesso alla nuova categoria. Nel girone A, dietro la corazzata Florentia (che poi ha vinto anche i playoff conquistando così la Serie A) è stato l’Arezzo Calcio Femminile a chiudere al secondo posto: abbiamo voluto intervistare la presidente Chiara Tavanti per sapere da lei cosa ha provato al termine di una stagione così stressante, ma chiusa in bellezza.

“E’ stato un campionato pieno di soddisfazioni, non c’è dubbio – il commento di Tavanti – che ha rappresentato il culmine di cinque anni di duro lavoro. In questa impegnativa stagione abbiamo raccolto il massimo di quello che è stato seminato gli anni passati. Sempre a testa bassa, con umiltà, senza fare proclami: alle ragazze non è stato mai chiesto di vincere il campionato, ma di divertirsi e di giocare bene. Questo ha indubbiamente pagato alla lunga”.

Ora non c’è dubbio che si aprano prospettive del tutto nuove, con l’ingresso in FIGC: “Trovarmi a Coverciano venerdì mi è sembrato un sogno, non volevo crederci. Ma con la forza di volontà, il sacrificio e la passione si possono raggiungere gli obiettivi. Ora c’è una grande occasione per tutto il movimento femminile, vediamo la Federazione come vorrà muoversi, ma, di certo, le prime cose di cui abbiamo bisogno sono serietà e serenità. Non si possono stravolgere le regole tutti gli anni. Ora la riforma è stata portata a compimento, perfetto. Adesso alla Federcalcio chiediamo stabilità e un progetto di crescita“.

Con la salvezza conquistata prima della fine del campionato, è lecito pensare che in casa amaranto si stia pensando già da un po’ alla prossima stagione: “Certamente – conferma Tavanti, che ha assunto la carica di presidente nel 2012 – l’obiettivo è quello di mantenere la squadra che ha onorato la maglia come nessun altro prima, con qualche innesto. Fare 2-3 anni di B a buon livello non sarebbe male, poi chissà”.

L’ingresso delle società professionistiche nel calcio femminile rappresenta un fattore di accrescimento dell’ interesse generale, ma anche delle prospettive di crescita: com’è la situazione ad Arezzo? “Con l’Arezzo maschile siamo amici, c’è un buon rapporto. Ci spalleggiamo per far fronte alle ingiustizie. Quest’anno per loro è stato particolarmente difficile, ma sono riusciti a salvarsi. Da queste parti usiamo dire che l’aretino è tignoso, non muore mai”.

Prescindendo dalla salvezza, perché sarebbe troppo facile metterla al primo posto della lista, qual è l’obiettivo per il prossimo anno? “Mettere un altro mattone nella crescita della società, nel nostro progetto. Allargare la nostra base coinvolgendo sempre di più la città. Questa è una società dalla grandissima tradizione: siamo presenti dal 1981, e la nostra è la terza matricola federale per anzianità. La gente ci conosce, siamo apprezzati dalla città, e ora si sta cominciando ad affacciare anche l’amministrazione comunale. Sono venuti loro da noi, e non viceversa. Ed era quello che volevamo, cioè ottenere interesse solo grazie al nostro impegno e lavoro”.

Una parola, in conclusione, non possiamo non spenderla per il Brescia Calcio Femminile, che ha venduto il titolo della Serie A al Milan e ricomincerà dall’Eccellenza: “Sono stata male per loro, davvero. Per me il Brescia è sempre stato un esempio da seguire, e, nonostante non conoscessi personalmente Cesari, lo stimo tantissimo: quello che è riuscito a fare in questi anni ha rappresentato il faro per tutto il movimento femminile”.