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Alessia Valerie Confalonieri
Alessia Valerie Confalonieri

Questa settimana, nel nostro consueto appuntamento con l’intervista ad una delle protagoniste della Primavera del Brescia Calcio Femminile guidata da Federico Mazzola, abbiamo scelto di incontrare Alessia Valerie Confalonieri. La giovane centrocampista classe 2000 ha sicuramente una storia interessante da raccontare, che deriva direttamente dal suo nome. Vale la pena cominciare da qui.

Il tuo secondo nome “tradisce” origini straniere, o sbaglio?
Sì, sono belga da parte di mamma. Ho anche già avuto delle convocazioni dalle rappresentative giovanili, prima Under 17 e ultimamente dall’Under 19.

E se dovesse arrivare la chiamata dalla Nazionale Maggiore?
Accetterei senza pensarci due volte

Torniamo un po’ indietro con la memoria: cosa ricordi di quando hai iniziato a giocare?
Ricordo che i miei genitori non volevano assolutamente che giocassi, perché ritenevano che il calcio fosse un gioco da maschi. Hanno provato con tutti gli sport, fino al Volley. A quel punto, l’insegnante un giorno li chiamò dicendo di farmi provare il calcio, perché io proprio non volevo giocarlo il pallone con le mani!

E così hai iniziato
Sì, con i ragazzi nella squadra del mio Paese. Dopodiché sono arrivate delle chiamate da diverse società per andare a giocare da loro, e alla fine ho scelto il Brescia

Quali erano le altre società? Si può sapere?
Oltre al Brescia, anche Mozzanica e Orobica mi offrirono la possibilità di fare un provino. Ho scelto il Brescia, e sono arrivata qui a 10-11 anni

Praticamente hai condiviso, e stai condividendo un percorso con tante altre tue compagne che più o meno alla tua età sono arrivate qui. Si può dire che siete tante sorelle, ma all’inizio come è stato?
Non semplice, devo ammetterlo. Quando arrivai il gruppo delle Esordienti era già formato, ed inserirmi è stato un po’ complicato. Poi piano piano mi sono integrata. Ci conosciamo tutte molto bene, con alcune delle mie compagne sto insieme da 6-7 anni

Giochi a centrocampo, ma che centrocampista sei?
Mi piace guardare la porta, propormi in avanti, essere nel vivo del gioco. Nella mediana a tre sono mezzala, piede destro. Il mister quest’anno mi sta provando anche più avanti, in attacco. Un ruolo che ho già ricoperto quando ero più piccola. In generale diciamo che stare in mezzo al campo è la condizione che mi fa sentire più a mio agio

Mancano due partite alla fine del campionato, e potrebbero non essere abbastanza per decretare chi, tra voi e l’Inter, andrà a fare le fasi Nazionali
Esatto. Ci hanno detto che in caso di arrivo a pari punti ci sarà lo spareggio. In realtà devo ammettere che lo preferirei rispetto alla differenza reti (che tra l’altro è praticamente pari anche questa). Credo sia più equa come soluzione, oltretutto loro hanno vinto all’andata, noi al ritorno.

Uno sguardo al futuro
Non ci ho ancora pensato, sono sincera. Però vorrei continuare con il calcio almeno ancora qualche anno